ERIKA REGINATO EL POEMA ES UNA ORACIÓN18 de julio de 1918 Marina Tsvetaev


 

Poeta Erik Reginato

Degli Eletti...

...Ti ho cercato attraverso i secoli, dietro le colonne, nel dolce e misterioso svolazzare...


...Te he buscado en los siglos, detrás se las columnas, en el suave aleteo misterioso...Erika Reginato

Penso come Eliot... A volte speriamo di credere di essere soli, di camminare senza che nessuno ascolti le nostre canzoni, le nostre preghiere o i nostri pensieri... quante volte vi siete seduti "da soli" e avete sentito quel sussurro?... Ricordo di aver sempre chiesto a uno "sconosciuto" la mano o il braccio per aiutarmi a salire o scendere le scale... a Caracas erano le scale della metropolitana, i marciapiedi rotti, gli incroci dei viali; c'erano molte mani, quelle di molti amici e sconosciuti, angeli... qui... è diverso... Eliot diceva che gli angeli arrivano e ci rendiamo conto della loro presenza solo quando se ne sono già andati... "Gli angeli vengono a trovarci, e li riconosciamo solo quando se ne sono andati" (Eliot) #erikareginatopoesíadelosangeles



Pienso como Eliot....
A vecez esperamos creer que estamos solos, que caminamos sin que nadie escuche lo que cantamos, la oración o nuestro pensamiento ... cuántas veces te has sentado "solo" y has escuchado aquel susurro?...
Yo me acuerdo que siempre le pido la mano o el brazo a un "desconocido", para que me ayude a bajar o subir las escaleras... en Caracas eran las escaleras del metro, las aceras rotas, el cruce de las avenidas, fueros muchas las manos de muchas amigas y personas desconocidas, ángeles ...  ... aquí... son otras...

Decía Eliot que: los ángeles llegan y que solamente nos damos cuenta de ellos, cuando ya se han ido...

"Gli angeli vengono a trovarci, e li riconosciamo solo quando se ne sono andati" ( Eliot)



Del sacerdote  David Maria Turoldo
I
 Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Andrò in giro per le strade
zufolando, così,
fino a che gli altri dicono: è pazzo!
E mi fermerò sopratutto coi bambini
a giocare in periferia,
e poi lascerò un fiore
ad ogni finestra dei poveri
e saluterò chiunque incontrerò sulla via
inchinandomi fino a terra.
E poi suonerò con le mie mani
le campane sulla torre
a più riprese
finché non sarò esausto.
E a chiunque venga
anche al ricco dirò:
siediti pure alla mia mensa,
(anche il ricco è un povero uomo).
E dirò a tutti.
avete visto il Signore?
Ma lo dirò in silenzio
e solo con un sorriso.
 
2

Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Tutto è un suo dono
eccetto il nostro peccato.
Ecco gli darò un`icona
dove lui bambino guarda
agli occhi di sua madre:
così dimenticherà ogni cosa.
Gli raccoglierò dal prato
una goccia di rugiada
- è già primavera
ancora primavera
una cosa insperata
non meritata
una cosa che non ha parole! -
e poi gli dirò d'indovinare
se sia una lacrima
o una perla di sole
o una goccia di rugiada.
E dirò alla gente:
avete visto il Signore?  
Ma lo dirò in silenzio
e solo con un sorriso.
 
3

Io vorrei donare una cosa al Signore
ma non so che cosa.
Non credo più neppure alle lacrime,
e queste gioie sono tutte povere:
metterò un garofano rosso sul balcone
canterò una canzone
tutta per lui solo.
Andrò nel bosco questa notte
e abbraccerò gli alberi
e starò in ascolto dell’usignolo,
quell'usignolo che canta sempre solo
da mezzanotte all'alba.
E poi andrò a lavarmi nel fiume
e all'alba passerò sulle porte
di tutti i miei fratelli
e dirò a ogni casa: "pace!"
e poi cospargerò la terra
d`acqua benedetta in direzione
dei quattro punti dell'universo,
poi non lascerò mai morire
la lampada dell'altare
e ogni domenica mi vestirò di bianco.
 
4

Io vorrei donare una cosa sola al Signore,
ma non so che cosa.
E non piangerò più
non piangerò più inutilmente;
dirò solo: avete visto il Signore?
Ma lo dirò in silenzio
e solo con un sorriso,
poi non dirò più niente.

 


 

[ Testo tratto dal volume "Le vie della pace" edito dal Comune di Sedegliano e dalla Provincia di Udine, a cura



 

[ Testo tratto dal volume "Le vie della pace" edito dal Comune di Sedegliano e dalla Provincia di Udine, a cura 








Las oraciones

se escriben siempre las oraciones, 

las suplicas, 

partes  de la existencia, 

la misma existencia

 que me recorre.

Es con la fe 

que enfrento el dolor,

la única espada 

que pinto con el color eterno.

Es la paciencia 

la que me muestra el río 

de la esperanza: 

ese fluir de amor.

Un río de corriente suave, un río de viaje,  

y eso es parte del ser: 

flotar boca ariba 

y ver las nubes. 

Digo: "Yo vivo porque sufrí"

Y mi dolor es único y a la vez universal.

Mi poema,

oración  de lo que soy


Partitura celeste, 

brisa de mi cicatriz,

profunda levedad

de cenizas de ericas...

El eclipse oculta el sol

pero no la luz,

ni el agua para calmar mi sed y

dejar crecer mis semillas.

Viento

Tierra

Cruz

Señor 

ErikaReginato

...


Marina Tsvetaeva

 Yo, la página para tu pluma 


Yo, la página para tu pluma. 

Lo recibiré todo. 

Yo, una página en blanco. 

Yo, la guardiana de tu bien: 

Lo cultivaré y lo haré

 rendir al ciento por uno. 

Yo, el campo, la tierra negra. 

Tú para mí, el rayo 

y el ánimo de la lluvia. 

Tú, el Señor y Maestro, 

y yo, el hummus negro

 y la página en blanco. 

18 de julio de 1918 

Marina Tsvetaeva

De oraciones


... En Italiano

Io, la pagina per la tua penna


Io, la pagina per la tua penna.

Riceverò tutto. Io, una pagina bianca.

Io, la custode del tuo bene:

lo coltiverò e farò rendere il centuplo.


Io, la campagna, la terra nera.

Tu per me, il raggio e l’umore della pioggia.

Tu, il Signore e il Padrone, e io,

l’hummus nero e la pagina bianca.


18 luglio 1918


Marina Cvetaeva


Da: Marina Cvetaeva

...

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