poesia venezuelana si Erika Reginato
http://golfedombre.blogspot.it/2011/05/rafael-cadenas.html
L'autrice italo-venezuelana Erika Reginato regala a Blanc due poesie di Rafael Cadenas mai tradotte in Italia e ci offre un assaggio dell'unico suo libro uscito sinora, per conto di "Ponte Sisto", nella traduzione di G. Saraceni.
Rafael Cadenas e Giuseppe Ungaretti nel campo di battaglia
"Solo ho conosciuto la libertà per attimi, quando all’improvviso ritornava al mio corpo..."
Rafael Cadenas
Due poeti di rilievo del secolo XX ma di continenti diversi, hanno trovato nel campo di battaglia qualcosa in comune: l’emozione che parla a basso tono. Giuseppe Ungaretti (Egitto,1888-Roma,1970) scrive con la parola impegnata nella durabilità della essistenza: “Sono un uomo della speranza, un servitore della speranza, un soldato della speranza”. Il suo discorso colpisce perché ha la forza dominante della realtà.
Nella dimensione internazionale, il poeta Rafael Cadenas (Venezuela, Barquisimeto, 1930), esponente della poesia scritta in lingua spagnola, rappresenta i grandi valori ereditati della tradizione letteraria del poeta José Antonio Ramos Sucre (generazione 1918) che con la forza del Verbo ha difeso la parola nella ammirazione per il significato. E' il tempo in cui nasce il Modernismo. Il ritorno all’ordine è la componente principale della poesia dei poeti nominati. Ungaretti cerca l’armonia, Cadenas, invece, la misura dello spazio giusto. La scrittura inizia nella prima sillaba del verso dove l’immagine cresce nella terra aperta, un campo di battaglia che non cambierà gli spettri e che ha il mare attorno a sè.
La poesía precisa non può essere divisa della verità e raggiunge la riva di un’isola. Scrive Cadenas: “Paese mio, vorrei / portarti / un fiore sorprendente.” E il poeta italiano nel suo peregrinaggio: “Ungaretti / uomo di pena / ti basta un’illusione / per farti coraggio ...”
De mis poesías de la antologia CampoCroce.
San Antonio
Esta tarde sujeta mis piernas al bajar del autobús:
Las he perdido en las calles,
en el centro de Padúa.
Me arrodillo en la entrada,
respiro hondo,
celebro nuestro encuentro.
Esta es la iglesia donde toco tus pies
calientes por las llamas,
el altar de nácar que te posee.
Con una señal de agua te pido ayuda.
En el camino descubierto una sonrisa resonará,
diluira los velos.
Entonces el concierto
será de los elegidos,
de los que vigilan las pinturas.
El santo exhalará el hierro
adherido a mi columna.
#erikareginato
Campocroce.
Trad. Emi Rabuffetti
IL SACRO
Santa Maria di Castellabate, 30 giugno
Come sarà il tuo viso sporco di carbone in una città?
Fino a quando scriverò lettere al mediterraneo?
Il balsamo di mandorle alimenta il mio petto.
lo addormenta
lo copre di salnitro
per allontanare gli spiriti.
La costa amalfitana barcolla nelle vie in salita.
Canta e balla l'ora del crepuscolo nell'istante in cui rinascono i gerani che ondeggiano.
Questa notte rivelami i misteri con la tua voce più sacra.
#erikareginato
#campocroce
A Golia LysAdele
Y a Francesco Grillo, en la estrevista de RAITOLIBRI
Recuerdo que desde Agropoli tomé un autobus hasta Salerno. Le preguntè al chofer, como toda turista, donde me tenía que bajar. Él, Roberto, escuchó mi acento y me pregunto de dónde era y haría en Italia... yo le dije que estaba en casa de unos amigos e iba a hacer una investigacion sobre la "Vida de un hombre de Ungaretti". Roberto se me quedo viendo y comenzò a recitar poemas de Ungaretti a memoria. Mantuvimos una bella amistad y un intercambio de cartas. Ahora sé lo que nos deja el mar en Los largos viajes con la poesìa.
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